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Una tomba di maioliche dipinte: Luigi Motolese nel cimitero di Grottaglie

Una tomba dall’aspetto singolare, che racconta una storia personale e collettiva molto affascinante, la tomba del ceramista grottagliese Luigi Motolese, scomparso nel 1952 e ritenuto uno dei maggiori ceramisti grottagliesi del suo periodo.

Fortemente legato al suo mestiere e profondamente religioso fece del suo sepolcro un testamento di memoria e arte insieme: l’arca rettangolare, situata nel cimitero di Grottaglie, è interamente rivestita di maioliche che riproducono scene di fede su tre lati: la scena centrale situata ai piedi della tomba, rappresenta la morte del Motolese la cui anima viene portata in cielo dagli angeli mentre ai piedi del letto compare l’angosciante figura nera della morte che recita “Tutto finisce”.

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Sul lato sinistro si avvia la processione dell’Addolorata che si tiene il Venerdì Santo, alla quale partecipano i congregati dell’omonima confraternita percorrendo le strade deserte di una città. Sul lato destro del sepolcro la processione prosegue verso l’ingresso di una chiesa per accompagnare il corpo e l’anima dell’artista.

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Nato nel 1879 Luigi Motolese fu studente delle Reale Scuola d’Arte di Grottaglie, poi impiegato nella prestigiosa fabbrica Calò proprio negli anni in cui nasceva il difficile dibattito tra artigianato e industria. La sua personalità definita orgogliosa e rigida permise nelle sue opere la conservazione di colori e decori tipici della tradizione locale. Oggi le più significative sono custodite presso il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza.

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